Storia di Golfo Aranci

Le prime tracce che si possono ricondurre al passaggio dell’uomo nella Penisola di “Figari” risalgono all’età nuragica, intorno al VII-VI secolo a.C. Questi segni sono ciò che rimane del “Pozzo Sacro di Milis”, più conosciuto come Su Puttu Romanu, che non assicurano però lo stanziamento dell’uomo sulla penisola, colpa forse della mancanza di una pianura da coltivare o di un corso d’acqua perenne, necessari per vivere. Nei secoli successivi, le acque del pozzo vennero sfruttate come preziosa fonte di approvvigionamento dei naviganti e, durante la seconda guerra mondiale, fu una delle poche sorgenti che rifornì la maggior parte delle famiglie golfo arancine.

Pur non avendo nessuna traccia di antichi insediamenti umani, gli storici ipotizzano la collocazione di un villaggio medievale posto al limite del territorio comunale di Golfo Aranci e che prendeva il nome di “Villa Maior”. Oggi, è molto difficile capire perchè nel XIV secolo il villaggio, che aveva una popolazione notevole di circa centocinquanta abitanti, si estinse, così come complicato risulta individuare il luogo esatto dove sorgeva.

Quando nel 711 Tarik, generale arabo, superò lo stretto di Gibilterra, il mar Mediterraneo si trasformò in un lago di dominio arabo e la Sardegna iniziò a conoscere le incursioni dei musulmani. I sardi, poveri di uomini e di mezzi, nulla potevano fare contro queste incursioni che aumentavo soprattutto durante la buona stagione. Al calar del sole, i raìs e le loro ciurme, dopo aver gettato le loro ancore fatte di pietra in qualche cala riparata, ne approfittavano per far rifornimento di acqua o semplicemente per riposare. Punta Corsara, Cala Moresca, Guardia dei Turchi sono solo alcuni dei nomi che ancora oggi sopravvivono.

A partire dal 1600 le coste gritornarono finalmente ad essere relativamente sicure e ciò fece si che fosse possibile impiantare tonnare, pescare il corallo e iniziare lo sfruttamento delle saline e delle peschiere, ricchezze che fino a quel momento sembravano non attirare particolarmente l’interesse delle popolazioni sarde che abitavano la costa. Ma la preziosità dei mari non tardò a richiamare pescatori forestieri che incrementarono l’esigua popolazione dei villaggi collocati sulle coste. Il mare di Golfo Aranci non era ricco soltanto di pesce ma anche di corallo, l’”oro rosso” che i golfo arancini iniziarono a pescare subito dopo la seconda guerra mondiale.

Negli ultimi anni del 1800 iniziarono ad arrivare a Golfo Aranci i primi “ponzesi”, pochi e solitari, attirati dalla pesca di stagione. I limpidi fondali di Capo Figari, così poco sfruttati, li ripagavano dei loro sforzi: coralli e aragoste, che pescavano con grandissima capacità, erano i prodotti più pregiati di cui facevano tesoro per poi, una volta finita la stagione, ritornare nei loro luoghi di origine. Ma per quanto esperti marinai, la traversata del Tirreno nascondeva fatica e pericoli tanto che qualcuno iniziò a decidere di fermarsi in modo stabile a Golfo Aranci. Con il loro arrivo, la popolazione golfo arancina nel 1951 si raddoppiò, arrivando a contare 734 abitanti.

Sempre alla fine del 1800 viene inaugurato un piccolo camposanto, visitabile ancora oggi, situato alle spalle di Cala Greca. Il cosiddetto “Cimitero degli Inglesi”, che custodisce 13 tombe, deriva il suo nome dal fatto che qui fu seppellito un giovane marinaio inglese della nave Vulcan, morto di febbre malarica nel giugno del 1900 e sulla cui tomba campeggia una grande croce celtica, la più grande rispetto a tutte le altre anonime croci in legno presenti nel cimitero. E’ probabilmente la dimensione di questa croce che ha fatto credere che tutti i sepolti nel luogo fossero di origine inglese. In realtà, il giovane è l’unico a non essere italiano. Vi è infatti seppellito, fra gli altri, l’equipaggio del veliero Generoso Secondo, naufragato nelle acque di Golfo Aranci nel 1887.

Nel 1881, la decisione di spostare da Terranova (oggi Olbia) a Golfo Aranci l’attracco della navi postali e passeggeri rese necessaria la costruzione di una stazione golfo arancina. La Compagnia Reale delle Ferrovie Sarde allungò così la linea, aggiungendo 23 km di binari tra la stazione centrale di Terranova (di cui al tempo Golfo Aranci era ancora frazione, fino al 1979, anno in cui ottenne l’autonomia) e il molo di Golfo Aranci. Il tronco Terranova-Golfo Aranci fu inaugurato il 1° luglio del 1883 e il 21 aprile 1899 ospitò anche il treno dei reali.

Il movimento delle merci e dei passeggeri continuava a moltiplicarsi e iniziarono a sorgere le prime baracche in riva al mare e successivamente le prime case in muratura, così che Golfo Aranci potè finalmente iniziare un processo di crescita sia in termini di grandezza che in termini economici, che continuò nei decenni successivi, fino a diventare come la conosciamo oggi.